Estratto da Mister Squishy, di David Foster Wallace

… somewhere along the line his professional marketing skills had metastasized through his whole character so that he was now the sort of man who, if he were to screw up his courage and ask a female colleague out for drinks and over drinks open his heart to her and reveal that he respected her enormously, that his feelings for her involved elements of both professional and highly personal regard, and that he spent a great deal more time thinking about her than she probably had any idea he did, and that if there were anything at all he could ever do to make her life happier or easier or more satisfying or fulfilling he hoped she’d just say the word, for that is all she would have to do, say the word or snap her thick fingers or even just look at him in a meaningful way, and he’d be there, instantly and with no reservations at all, he would nevertheless in all probability be viewed as probably just wanting to sleep with her or fondle or harass her, or as having some creepy obsession with her, or as maybe even having a small creepy secretive shrine to her in one corner of the unused second bedroom of his condominium, consisting of personal items fished out of her cubicle’s wastebasket or the occasional dry witty little notes she passed him during especially deadly or absurd Team Δy staff meetings, or that his home Apple PowerBook’s screensaver was an Adobe-brand 1440-dpi blowup of a digital snapshot of the two of them with his arm over her shoulder and just part of the arm and shoulder of another Team Δy Field-worker with his arm over her shoulder from the other side at a Fourth of July picnic that A.C. Romney-Jaswat & Assoc. had thrown for its research subcontractors at Navy Pier two years past, Darlene holding her cup and smiling in such a way as to show almost as much upper gum as teeth, the ale’s cup’s red digitally enhanced to match her lipstick and the small scarlet rainbow she often wore just right of center as a sort of personal signature or statement.

***

… a un certo punto le sue abilità professionali di marketing si erano radicate come metastasi nel suo intero carattere fino a farne il tipo di uomo che, se avesse preso il coraggio a quattro mani e avesse invitato una collega a bere qualcosa e mentre bevevano le avesse aperto il suo cuore e rivelato che la rispettava enormemente, che i suoi sentimenti per lei implicavano sia aspetti professionali sia aspetti altamente personali, e che passava molto più tempo pensando a lei di quanto molto probabilmente lei potesse immaginare, e che se ci fosse qualunque cosa che potesse fare per renderle la vita più felice o facile o soddisfacente o appagante lui sperava che lei lo dicesse, perché è tutto quello che serviva, non aveva che da dirlo o schioccare le dita robuste o anche solo guardarlo in modo eloquente, e lui ci sarebbe stato, immediatamente e senza alcuna riserva, sarebbe ciononostante in tutta probabilità visto come uno che probabilmente vuole solo portarla a letto o palpeggiarla o molestarla, o come uno con una malsana ossessione per lei, o come uno che magari addirittura ha un piccolo altare raccapricciante in suo onore nascosto in un angolo della seconda camera inutilizzata del suo appartamento, composto da effetti personali pescati dal cestino del cubicolo di lei o dagli occasionali brevi appunti sagaci che lei gli passava durante le riunioni del personale del Team Δy più mortalmente noiose o assurde, o che  il salvaschermo del suo PowerBook Apple di casa era un ingrandimento a 1440 dpi a marchio Adobe di una foto digitale di loro due con il braccio di lui sulle spalle di lei e un pezzetto del braccio e della spalla di un altro operatore sul campo del Team Δy con il braccio sulle spalle di lei dall’altra parte durante un picnic per il Quattro Luglio offerto dalla A.C. Romney-Jaswat & Assoc. per i ricercatori in subappalto al Navy Pier due anni prima, Darlene con il bicchiere in mano e un sorriso che mostrava quasi tanto gengiva superiore quanto denti, il rosso del bicchiere di birra alterato digitalmente per richiamare il colore del rossetto e il piccolo arcobaleno scarlatto che indossava spesso appena un po’ sulla destra come una specie di firma personale o una dichiarazione.

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