Estratto dal capitolo 6 di The New Traveler’s Almanac, in The League of Extraordinary Gentlemen, di Alan Moore

We headed on without event, though rather slowly, and at sunset yesterday we glimpsed what proved to be the claw-carved ice caves that comprise the region called Polar Bear Kingdom, where we were intrigued to find the gentle yet ferocious-looking ursine natives quite conversant with the English language and entirely unsurprised by our arrival in the frigid coastal waters of their realm. (…) They told us how they had been lately visited by representatives of an American who manufactured phosphate drinks and was most anxious in securing the pictorial rights to any suitably appealing bear activity, for purposes of advertising. They also said that the representatives had next struck further north in hope of finding an elusive polar witch-doctor with whom they sought to make a similar agreement. (…) We struck north and shortly blundered into yet more sense-defying circumstances, coming on a strange and mournful figure crouched before a deer-hide wigwam howling penitently. (…) The wild-eyed, bearded fellow, we discovered, was the same witch-doctor that our friends had warned us of, though he seemed far too stricken by remorse to do us harm. He wore, as his magician’s robe, a fresh-flayed reindeer hide reversed so that the skin was outermost, its bloody red by now turned almost black, lined by the fur inside that stuck out in a trim around the garment’s edge. The beast’s head formed a cowl, the antlers jutting there above his lined, grey-bearded face. He told us between moans of anguish that he was the ‘sha-man’ of the North Pole, charged at the mid-winter solstice with delivering the gift of cheer to all the homes on Earth, his disembodied soul darting around the globe born by his flying spirit animals while all the time his body lies here in his wigwam, raving mad and stained with vomit from the mind-affecting spotted mushrooms that he must take to achieve his trance. Apparently, this Christmas past, his trance was interrupted by two rash Americans who represented the same phosphate-drink concern the polar bears had told us of. This breach of the magician’s most important yearly ritual was met by the witch-doctor’s fierce invisible familiars, or ‘little helpers’ as he called them, who had torn one of the representatives into the shreds we saw a short way off. The other fled, but only after reassuring the frantically-apologizing witch-man that his actions did not constitute a reason to break off their hoped-for future business dealings.

***

Abbiamo proseguito senza intralci, sebbene alquanto lentamente, e ieri al tramonto abbiamo posato il primo sguardo su quelle che si sarebbero rivelate le grotte di ghiaccio, scavate ad artigliate, che comprendono la regione nota come Regno dell’Orso Polare, dove abbiamo felicemente scoperto che i nativi orsini, cortesi benché d’aspetto feroce, erano piuttosto ferrati nella lingua inglese e tutt’altro che sorpresi dal nostro arrivo nelle gelide acque costiere del loro regno. (…) Ci hanno detto di aver recentemente ricevuto la visita di alcuni rappresentanti di un americano che produce bevande gassate e ci tiene particolarmente ad assicurarsi i diritti all’immagine di qualunque attività orsina sufficientemente interessante, a scopi pubblicitari. Ci hanno inoltre raccontato che i rappresentanti si sono poi diretti ancora più a nord nella speranza di imbattersi in un evasivo stregone polare con il quale desideravano stringere un simile accordo. (…) Ci siamo diretti a nord per subito ritrovarci in circostanze ancor più inspiegabili, ravvisando una strana e addolorata figura accovacciata di fronte a una tenda di pelle di cervo, a gemere addolorata. (…) L’uomo barbuto dagli occhi folli, abbiamo scoperto, era il medesimo stregone dal quale i nostri amici ci avevano messo in guardia, benché sembrasse troppo in preda al rimorso per arrecarci alcun danno. Indossava, come mantello magico, una pelle di renna scuoiata di fresco, rovesciata, il rosso del sangue ormai diventato quasi nero, foderato dal pelo all’interno che spuntava come un orlo tutto intorno ai bordi dell’indumento. La testa dell’animale formava un cappuccio, con i palchi che gli spuntavano sopra il volto teso dalla barba grigia. Ci ha detto, tra lamenti d’angoscia, di essere lo “sciamano” del Polo Nord, incaricato di consegnare il dono dell’allegria a tutte le case della Terra nel solstizio d’inverno, la sua anima incorporea a sfrecciare per tutto il pianeta trasportata dai suoi animali guida volanti mentre il suo corpo giace qui sempre in questa tenda, delirante e sporco di vomito per i funghi allucinogeni punteggiati che deve prendere per entrare in trance. Apparentemente, lo scorso Natale, la sua trance è stata interrotta da due americani sconsiderati che rappresentavano gli interessi della stessa bevanda gassata di cui ci avevano parlato gli orsi polari. Questa infrazione del più importante rituale annuale del mago ha scatenato i violenti famigli invisibili, o “piccoli aiutanti” come li ha chiamati lo stregone, che hanno smembrato uno dei rappresentanti nei brandelli che abbiamo visto a poca distanza. L’altro è fuggito, ma solo dopo aver rassicurato lo stregone, il quale freneticamente chiedeva scusa, che le sue azioni non costituivano motivo per porre fine ai tanto sperati rapporti commerciali futuri.

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