Idea per un cortometraggio

Presentazione del protagonista, ricca di dettagli che si riveleranno completamente inutili. Il personaggio in questione fa un lavoro monotono, banale, ripetitivo, preferibilmente un impiegato di bassa leva. Intellettualmente sterile, single, amico di tutti e un po’ coglione, tra i 25 e i 35 anni, praticamente privo di vita sociale fuori dall’ufficio.
Ritorno a casa, in un piccolo appartamento di un condominio, dove prosegue la routine quotidiana, con i gesti sempre uguali. Ovviamente vive solo e guarda molta televisione (programmi di ogni genere, con una particolare attenzione per le cose meno impegnative, quiz banali, reality show, serie tv, magari qualche telenovela).
Inizio di una nuova giornata, non necessariamente quella successiva ma comunque identica a tutte le altre. Ritorno in appartamento alla solita ora. Si accorge in qualche modo che anche l’inquilino del piano di sopra, che non ha mai visto e del quale non sa nulla praticamente, se non che ha una trentina di anni in più di lui e vive solo in un appartamento identico, ha una routine molto simile alla sua.
Le giornate si susseguono uguali, il protagonista nota somiglianze sempre più frequenti tra la sua vita e quella del signore del piano di sopra (in realtà questi punti comuni si sono sempre verificati, ma solo ora l’uomo se ne rende conto).
In qualche modo (individuare un qualche escamotage) un giorno entra in contatto con il vicino, che gli sembra molto familiare. Dialogo tra i due, il più vecchio racconta la sua vita monotona e priva di amore al giovane, che uscendo si ripromette di tornare a far visita all’anziano. Appena fuori dalla porta, si gira e vede che sul campanello c’è il suo nome. Ne rimane stupito (si tratta di un nome banale ma non comune, sarebbe meglio citarlo fin dall’inizio) e suona per far sapere al vecchio di essere un suo omonimo. Dall’interno nessuna risposta. Suona ancora, bussa, chiama, ma dall’altra parte c’è solo silenzio. Si preoccupa, fa per scendere e contattare il portiere, quando da un’altra porta sullo stesso pianerottolo esce una signora, allarmata dai rumori. Si tratta di una vicina del protagonista (anche in questo caso, meglio introdurla nella parte iniziale del corto e descriverla come una donna anziana, che vive con un gatto ed è in buoni rapporti con il protagonista, che la aiuta spesso a portare le borse della spesa). L’uomo rimane interdetto dalla presenza della donna su quel piano, ma guardando la targhetta sull’ascensore capisce che in realtà si tratta del piano in cui si trova il suo stesso appartamento e si rende conto che la porta alla quale sta bussando è la sua. Prende le chiavi dalla tasca, apre ed entra nell’appartamento che è esattamente come quando lo ha lasciato prima di andare a parlare con il vecchio, lasciando la signora con una scusa.
La morale dovrebbe essere chiara.

(Originalmente scritto come un’idea per un racconto breve a settembre 2007. Ispirato a un racconto di Luca Berta, pubblicato in Imitazioni della vita, Sironi Editore, 2006)

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4 thoughts on “Idea per un cortometraggio

  1. marevasays ha detto:

    “amico di tutti e un po’ coglione, tra i 25 e i 35 anni”. Non sarà mica autobiografico?
    A me è piaciuto. Per quel che conta.

  2. Zenit ha detto:

    A me ricorda un po’ “Pi Greco, il teorema del delirio” in alcuni punti. Lo vedrei bene a colori, cercando di sottolineare lo squallore del condominio in cui il protagonista vive.

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